|

ENIGMA
L'enigma è capire che cos'è un enigma e perchè ci devono essere enigmi. perchè poi gli enigmi siano così enigmatici è un vero enigma. tale e quale sapere qual è il mio enigma. enigmatico, no?!
|
|
22 marzo 2004
illusione ottica!

| inviato da il 22/3/2004 alle 14:32 | |
|
|
26 giugno 2003
Riattacco il telefono e un senso di nostalgia... no non è nostalgia... non so come definirlo, ma mi viene da piangere... perchè? per chi? Forse sono tutte domande che hanno una risposta, forse la risposta la so, ma non la voglio dare... PANTA REI... prendiamola con filosofia, come si suol dire. Penso che per una volta sia la cosa migliore.
La stanchezza. La stanchezza gioca parecchio in questo momento: in piedi alle 7.30 e dalle 8.00 fuori di casa. Poi un'ora e mezzo di pulmann per Firenze. Arrivare là alle 2 del pomeriggio. 40 gradi all'ombra. L'asfalto ribolle sotto i piedi. Arrivare in Segreteria Studenti un'ora prima dell'apertura e vedere che ci sono già 37 persone davanti a te. 14.15: l'attesa comincia ---- 14.30 ---- 15.00 ---- 15.30 ---- esci dalla Segreteria per un meritato mega gelato, lasciando la fila al numero 15 ---- torni dopo un quarto d'ora abbondante e vedi che la fila è ancora al numero 18 ---- 16.00 ---- 16.30 ---- 17.00: finalmente il proprio turno. 2 ore e mezzo di fila per sentirmi dire che quello che chiedo è possibile farlo solo dal 18 agosto.... LA BUROCRAZIA ITALIANA... MAVAFF.... Torni di corsa verso la stazione dei pulmann per cercare d'acchiappiare al volo quello delle 17.15. Ce la fai. Parte. Pieno, strapieno. L'aria condizionata non va... PERFETTO!!! L'unica soddisfazione: aver inculato i mezzi pubblici timbrando un biglietto già timbrato.
Tralascio il resto della giornata. Dico solo che ho rimesso piedi in casa alle 22.00. Neanche la forza di mangiare. Solo una controllatina alla posta, al blog e poi a letto... DOMANI E' UN ALTRO GIORNO!
| inviato da il 26/6/2003 alle 22:37 | |
|
|
28 maggio 2003
LA MIA PRIMA BIMBA A 4 ZAMPE!
.
STEFY
(27.05.2001 - 18.10.2002)
"AVVENTURE DEL CORPO E DELLO SPIRITO, AVVENTURE CHE AFFINARONO LA TUA SEMPLICITà, TI FECERO VIVERE NELLO SPIRITO CIO’ CHE PROBABILMENTE NON VIVRAI NELLA CARNE"
| inviato da il 28/5/2003 alle 14:14 | |
|
|
18 maggio 2003
Considerazioni inattuali - Sull'utilità e il danno della storia per la vita
"Osserva il gregge che pascola davanti a te: non sa che cosa sia ieri, che cosa sia oggi; salta intorno, mangia, digerisce, salta di nuovo, e così dal mattino alla sera e giorno dopo giorno, legato brevemente con il suo piacere e con il suo dispiacere, attaccato cioè al piolo dell'attimo e perciò né triste né annoiato ... L'uomo chiese una volta all'animale: Perché mi guardi soltanto senza parlarmi della tua felicità? L'animale voleva rispondere e dire: Ciò avviene perché dimentico subito quello che volevo dire - ma dimenticò subito anche questa risposta e tacque; così l'uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di se stesso, di non poter imparare a dimenticare e di essere sempre attaccato al passato: per quanto lontano egli vada e per quanto velocemente, la catena lo accompagna. È un prodigio: l'attimo, in un lampo, è presente, in un lampo è passato, prima un niente, dopo un niente, ma tuttavia torna come fantasma e turba la pace di un istante successivo. Continuamente si stacca un foglio dal rotolo del tempo, cade, vola via - e improvvisamente rivola indietro, in grembo all'uomo. Allora l'uomo dice 'mi ricordo'."
F. NIETZSCHE (1884)
| inviato da il 18/5/2003 alle 14:18 | |
|
|
12 maggio 2003
PAX AMERICANA

| inviato da il 12/5/2003 alle 13:42 | |
|
|
23 aprile 2003

Non esistono solo le parole, anche l'occhio vuole la sua parte!! : )
| inviato da il 23/4/2003 alle 14:42 | |
|
|
16 aprile 2003
Certe sere lo sai / A casa non tornerei / Una preghiera non c’è / Per non sentire il vuoto in me / Ci si arrampica ai sogni / Ma si cade giù / E con i lividi addosso / Poi non si vola più / E poi mi dicono ancora / Non eri quella per me / Ma che ne sanno di noi / Di come vivo senza te / Il tuo profumo sul letto / Non vuole andare via / E certe sere ho paura / Di che sarà di me / Chi mi darà la sua mano / A chi darò la mia mano / Io non so più se una risposta c’è / Se nascerà ancora il mondo / Se salirò dal mio fondo / Io te lo giuro lo sai / Ho paura di che sarà di me / E un’altra notte è già qui / Sulla mia cena a metà / Sulle parole che tu / Avrai scordato ovunque sei / E questo freddo che ho dentro / È già una malattia / In questo mondo sbagliato / Tu non sei più mia / Chi mi darà la sua mano / A chi darò la mia mano / Io non so più se una risposta c’è / Se nascerà ancora il mondo / Se salirò dal mio fondo / Io te lo giuro lo sai / Ho paura di che sarà di me / Non potrò scordarti mai / Mentre il mondo scorda me / Ora che tu non ci sei / Dimmi che sarà di me / Rinascerà ancora il mondo / Risalirò dal mio fondo / Ma te lo giuro lo sai / Ho paura di che sarà di me / Io te lo giuro lo sai
| inviato da il 16/4/2003 alle 22:4 | |
|
|
14 aprile 2003
------
Ci sono senza esserci.
visito il mio blog per constatare che il mio ultimo aggiornamento risale già al lontano 3 aprile: ormai è già ricoperto di polvere e le ragnatele cominciano a formarsi. Visito la mia stanza pensando di darci una spolverata ma poi cambio: entro nel condominio di Sara, Simone, Grim, Nilus; poi una visitina a casa di Cenerina. Ritorno a casa mia nella speranza... non so neanche io con quale speranza; forse è solo un riflesso incondizionato, un "click" automatico... in fin dei conti è inutile finchè non decido di entrare nella mia "gestione blog".
Ora ci sono, sono entrata, mi sono seduta e mi sono guardata intorno. Le pareti sono già ingiallite e vuote... mi guardo intorno, mi dico che mi devo dare da fare. Inutile: non mi alzo. Continuo a guardare. Fisso. Guardo. Fisso. Guardo. Fisso. Guardo... ormai è tardi, devo uscire di nuovo. Giacca, chiavi in mano, apro la porta, la richiudo. Sono fuori. Mille idee in testa per rinnovare, abbellire, ringiovanire, colorare... ma una sorta di pigrizia fa si che tutto rimanga sospeso per aria... pensiamo ad altro. Ormai cammino per la strada: rumori, vento, volti conosciuti e sconosciuti mi distraggono da qualsiasi pensiero. Via, è ora di andare via.
| inviato da il 14/4/2003 alle 21:58 | |
|
|
3 aprile 2003
FORMICOPOLI
Sempre rimanendo in tema di animali e guerra… In fondo in fondo se ci pensiamo bene durante queste due settimane di guerra sono stati uccisi più animali che uomini (reazione immediata: "è normale"… nooooooooooo, non è normale!). Lasciando da parte un attimo animali di grossa taglia e quindi visibili come i delfini, pensiamo alle migliaia di specie viventi che vivono sotto i nostri piedi, ma per questo non per forza sotto terra. Esempio semplice, chiaro, lampante: le formiche! Quei piccoli animaletti che spesso d’estate si accampano negli angoli freschi delle case dove ne approfittano per far rifornimento per l’inverno (mica come le buon vecchie cicale che oltre a non riempire le dispense, disturbano - o accompagnano? - il dolce sonnellino pomeridiano quando fuori imperversa la canicola!): briciole, polvere (scambiata per panna montata), peli (ovvero stuzzicanti asparagi), pulci morte dell’animale di casa (una prelibatezza inaudita! Un piatto che si trova solo nei ristoranti a 5 stelle di Formicopoli!). – Ma perché devo sempre finire col pensare allo stomaco mio o altrui?! Sarà forse perché in questo momento il mio leone solitario dal più profondo del mio stomaco si è svegliato ed ha ruggito: "Aho, annamo, quando se magna vì!" …aspetterà! – Quindi riprendendo il mio discorso: pensate alle migliaia di piccolissime figure nere, alle minuscole formichine, alle intere colonie di soldatini neri che sono rimasti schiacciati dalle pedate umane o dai carri armati o si sono visti cadere nuvole nere in testa: bombe, case, macerie. Meno male che la natura non ha lasciato nulla al caso e ha pensato a tutto: i ritmi di riproduzione di questi esserini sono impressionanti e inimitabili dall’essere umano (in un certo senso è anche meglio: i cretini bastano e avanzano, ma purtroppo non è esattamente così, infatti come si suol dire "La madre degli imbecilli è sempre incinta"…). Ma d'altronde se così non fosse, questa specie sarebbe ormai estinta del tutto (a estinguere quella umana ci stiamo pensando noi in questo periodo!!). Lasciamo da parte un attimo guerra e Iraq e pensiamo alle formiche nostrane, Lucchesi. Pensate a quelle che hanno preso residenza in tale o tal’altro baluardo. Ahimè! Nessun posto è sicuro per loro: i bambini che giocano; i cani che corrono; gli innamorati che camminano, si siedono; le biciclette che passano; la terza gamba degli anziani che si appoggia più pesantemente delle altre due… tutto fa, tutto uccide! Non ce ne rendiamo conto: noi non camminiamo su un prato o su un sentiero, ma su un cimitero!
E’ seguendo questo filo logico che mi è venuto in mente il perché le formiche sono nere. E il perché camminino sempre in una precisa, impeccabile processione: le morti si susseguono inesauribilmente, i funerali pure. Le formiche rosse? Niente, è solo il velo che alcune mettono per il funerale!
Eh già! La natura non fa mai nulla a caso!
| inviato da il 3/4/2003 alle 13:28 | |
|
|
25 marzo 2003
Racconto di fretta
Pareva un mare in tempesta quel grande spazio verde e lui non conosceva il motivo del suo viaggio vertiginoso e incoerente. Perchè lo colpivano così selvaggiamente? Che significava quell'urlo improvviso, spaventoso che si levò quando si adagià in una rete? "GOOOOOOOOOOAL!!"
| inviato da il 25/3/2003 alle 10:1 | |
|
|
|
|
|
|